• La Fondazione Banco di Napoli

    Una lunga storia infinita ed una indeterminata circostanza attuale, da riorganizzare!

     

    C’è una accelerazione nelle vicende della Fondazione Banco di Napoli sulle pagine dei quotidiani negli ultimi mesi: con un crescendo notevole ed un aumento della irreversibilità che potrebbe, tra breve, far precipitare la situazione. Che cosa è la Fondazione Banco di Napoli? Una delle Fondazioni che, secondo la legge Carli – Amato, nel 1990 trasformò le banche pubbliche italiane in società per azioni.

    Gli enti pubblici, che venivano da molto lontano, indicarono con ironia: le figlie hanno partorito le madri. Le figlie sono gli enti pubblici che da tempo erano diventate banche pubbliche ma erano anche gli attori che conferirono la parte bancaria dei loro patrimoni, attivi e passivi, a società per azioni create alla bisogna: generando una sessantina di banche, società per azioni, nate dalle grandi e medie banche pubbliche degli anni precedenti. Le Fondazioni sono creature singolari: la Fondazione Banco di Napoli ne rappresenta un effetto eclatante; perché rimane ancorata alla sua storia secolare di banca pubblica mentre nasce una nuova Banca di Napoli, società par azioni. Le figlie, appunto partorirono le madri.

    Pochi anni dopo, nel 1996, la figlia precipita in un default, che la costringe ad essere incorporata da una coalizione che era stata creata dalla cordata della Banca Nazionale del Lavoro e dall’Istituto Nazionale delle Assicurazioni. Poco tempo dopo  è il San Paolo – Imi, che si assume l’onere di caricarsi il Banco di Napoli, che scompare completamente. Tranne che attraverso una società del gruppo Intesa che crea una banca di territorio locale, ancora in essere.

    Nel frattempo le Fondazioni si organizzano e, naturalmente, sono assai poche quelle che rimangono nel Mezzogiorno. Mentre quasi tutte le altre rimangono nei territori del centro nord e creano le condizioni per accorpare le banche, trasformandole in  grandi agglomerati. Si spostano le condizioni del mercato del credito e si arriva, oggi, ad una grande concentrazione nel centro nord: le prime cinque banche coprono circa l’ottanta per cento del mercato nazionale, restano poche organizzazioni ed un residuo numero di piccole banche. Nel 1990 in Italia c’erano 1300 banche; ora ce ne sono circa quattrocento ma le prime venti sono il vero nocciolo duro.

    E le Fondazioni? Le Fondazioni si organizzano, creano un sistema tra di loro, si portano verso il welfare, verso il not for profit e finanziano, anche solo entro certi limiti, il capitale sociale delle banche italiane. Questo sistema di Fondazioni e banche è collocato quasi tutto nel centro nord.

    Nel Sud, invece, le banche di grande dimensione alimentano il sistema, quanto basta, ma le grandi operazioni e le grandi strategie sono sicuramente insieme alle banche del Nord ed alle Fondazioni, che le sostengono e che alimentano operazioni welfare e di not for profit: una sorta di allargamento della finanza etica e della creazione di innovazioni. Nel Sud campeggia solo la Fondazione Banco di Napoli. Ed è in questo contesto che si legge, tra le altre questioni, una instabilità ed un deficit di finanza nel progettare investimenti e crescita del prodotto lordo.

    L’accelerazione che si sta creando nella Fondazione, tra gli attori che ne governano i processi, dovrebbe essere moderata. I temi sono tre.

    Il primo è la richiesta della Fondazione di ristorare parte dei fondi che, dopo il default del 1996, si possa utilizzare per allargare la finanza della Fondazione stessa, ed alimentare nuovi processi espansivi, in questo caso ed ovviamente not for profit. E’ in atto un contenzioso con il Ministero dell’Economia e della Finanza.

    La relazione, che nel centro nord collega Fondazioni e banche, attraverso le prime, che proiettano il conferimento dei fondi al capitale delle seconde, od ai progetti innovativi sul territorio, dovrebbe spostarsi anche verso il Sud. La Fondazione Banco di Napoli dovrebbe agire, insomma, come le Fondazioni del Nord ed, in questo caso, potrebbe progettare la creazione di una serie di banche di piccola dimensione per alimentare una organizzazione adatta a nuovi modi di essere nel mercato del credito meridionale.

    Infine c’è un problema di Governance. Il Governo della Fondazione, come ogni organizzazione gerarchica, deve costruire processi ed innovazioni e non dovrebbe agire per arginare ed impedire le innovazioni ed i progetti possibili. Resta, di conseguenza, un terzo problema: la coesione e la collaborazione tra coloro che gestiscono materie preziose come il welfare ed il credito.

    Oggi abbiamo bisogno di un punto di riferimento vero; ed abbiamo bisogno anche di una organizzazione che possa esprimersi in questa direzione. Evitiamo la maldestra e frequente situazione in cui ognuno crede di poter sbarazzare l’altro, nella società meridionale. Abbiamo bisogno di persone che cooperino nel Sud; insieme e con attenzione, discrezione, comunicazione e voglia di ricominciare, per la crescita e lo sviluppo nel Mezzogiorno

     

    Il testo compare il 22 luglio 2017, anche sul secondo dorso de Il Mattino, in prima pagina, e con il titolo “Banco di Napoli, Perché serve stabilità”

     

    Link Utili per capirne di più

    Legge 30 luglio 1990, n. 218; (Legge Carli – Amato);

    Gazzetta Ufficiale del 6 agosto 1990, n. 182; Disposizioni in materia di ristrutturazione e integrazione patrimoniale degli istituti di credito di diritto pubblico.

    http://www.isaonline.it/mag/Legge218-1990.html

    Legge 19 novembre 1996, n. 588; “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 settembre 1996, n. 497, recante disposizioni urgenti per il risanamento, la ristrutturazione e la privatizzazione del Banco di Napoli”; pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 273 del 21 novembre 1996

    http://www.parlamento.it/parlam/leggi/96588l.htm

    Legge 23 dicembre 1998, n. 461

    “Delega al Governo per il riordino della disciplina civilistica e fiscale degli enti conferenti, di cui all’articolo 11, comma 1, del decreto legislativo 20 novembre 1990, n. 356, e della disciplina fiscale delle operazioni di ristrutturazione bancaria”

    pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 004 del 07 gennaio 1999

    http://www.camera.it/parlam/leggi/98461l.htm

    DECRETO LEGISLATIVO 17 maggio 1999, n. 153 (Testo Vigente1 ) Disciplina civilistica e fiscale degli enti conferenti di cui all’art. 11, comma 1, del decreto legislativo 20 novembre 1990, n. 356, e disciplina fiscale delle operazioni di ristrutturazione bancaria, a norma dell’art. 1 della legge 23 dicembre 1998, n. 4612 .

    http://www.fondazionecassaravenna.it/getdoc/bb531fd8-5797-4373-a96e-3acc62f0d264/D-lgs153-(1).aspx

    Analisi e valutazioni per i nostri soci a cura di Giacomo Vaciago

    Le fondazioni di origine bancaria e vent’anni di riforme al sistema bancario italiano; Pubblicato il 6 febbraio 2013

    Le Fondazioni di origine bancaria

    http://www.circolorefricerche.it/it/le-analisi/2013/02/cosa-abbiamo-imparato-da-siena/le-fondazioni-di-origine-bancaria-e-ventanni-di-riforme-al-sistema-bancario-italiano/