• Il Purgatorio del predissesto e l’Inferno che si è spalancato

    La lunga storia dei bilanci nel Comune di Napoli. Dal 2011 al 2017: il cerchio si stringe.

     

    Si avvicina la data del 21 luglio: il confronto tra Comune di Napoli, ed il suo bilancio, e la Corte dei Conti, che vuole capire e concludere le condizioni di questo processo, che si trascina dal 2016 al 2017. L’attuale Sindaco viene eletto proprio nel 2011.

    Il bilancio viene assegnato ad un professore di economia, Riccardo Realfonso, che entra in conflitto con il Sindaco: la storia comincia male. Comincia bene, sembrerebbe, la circostanza che porta il Governo Monti e la sua strada dell’austerità, verso una singolare suggestione. L’austerità di Monti si collega ad una legge che propone una sorta di purgatorio, tra il cielo di chi produce bilanci efficaci e l’inferno dove si cade nel dissesto, e nascono sanzioni per gli assessori ed i sindaci.

    Nel 2013 nasce la legge del predissesto: i Governo ed il Parlamento vogliono aiutare, con fondi liquidi, i comuni in difetto per evitare crisi locali e per mantenere in essere la compagine eletta dal popolo ed il suo sindaco. Queste anticipazioni, che servono per tamponare le crisi, si trasformano, tuttavia, nel 2015, perché nascono nuove leggi su come descrivere e strutturare i bilanci dei Comuni.

    Cambiare le regole in corsa non è una buona idea. Il purgatorio rimane fermo, sospeso tra bilanci buoni e bilanci negativi, ma diventa più difficile capire come e se si debba utilizzare la tecnica del bilancio. Ci sono tre punti delicati, che nascono nel Comune di Napoli, in questo processo nel tempo e nelle spese: il confronto tra il Comune di Napoli ed i suoi creditori e fornitori, si tratta di scambi che devono chiudersi nei giudizi dei tribunali e, dunque, si tratta di materia per ora aleatoria; una rimodulazione, trentennale, cercando nel passato, del Comune di Napoli per trovare crediti o beni reali, che si possano trasformare in una liquidità, che compensi i debiti del Comune non pagati; la necessità di chiudere i debiti ed i crediti prima della fine dell’anno, che, invece, ha prodotto alcuni ulteriori debiti nel 2017.

    Tutte e tre queste circostanze saranno di fronte alla Corte dei Conti che dovrà valutare la coerenza potenziale del bilancio del 2016. Come si concluderà questa transazione tra il Comune e la Corte? Si avvicina il 21 luglio e circolano gli elementi in questione.

    Sembrerebbe che ci siano elementi che conducano ad un disavanzo di bilancio di 1,4 miliardi di euro, forse non tutti ma una larga parte potrebbe essere difficile da correggere. Alcuni crediti, una cinquantina di milioni, non sembrano in conto. Una parte di debiti fuori bilancio, come si è detto, sono sforati nel 2017 e potrebbero non essere utilizzabili. Infine, ed è la cosa più rilevante, i disavanzi dei primi anni (2011/2013) si aggiravano sugli 850 milioni.

    Oggi il disavanzo, dopo il confronto tra Comune e Corte dei Conti, è molto alto. E questo è un problema rispetto al purgatorio: il predissesto e le sue regole! Infatti il predissesto accompagna, con la liquidità del Governo i fondi per chiudere il disavanzo, ma in cambio, il Governo, per legge, richiede nel 2048 l’insieme dei fondi utilizzati per coprire il predissesto e lasciare agire i Comuni. Ma se il disavanzo, nel tempo, aumenta ancora sarà difficile chiudere i conti nel 2048. Forse non basterà più il Purgatorio del predissesto.

    Il testo è pubblicato in prima pagina sul secondo  dorso de Il Mattino il 14 luglio 2017

     

    Link Utile

    La Corte dei Conti al Comune di Napoli: altri 2,2 miliardi di disavanzo di Pierluigi Rattasi, Il Mattino

    http://www.ilmattino.it/napoli/politica/napoli_corte_dei_conti_disavanzo-2561895.html