• Quasi mille anni di banca e finanza nell’Italia del Sud

    Un seminario internazionale a Napoli

    La Finanza e la Banca nella storia di Napoli e del Mezzogiorno

     

    E’ molto interessante che un seminario di economisti e storici si mettano insieme per tre giorni, utilizzando come linguaggio sia l’inglese che l’italiano, e cercano il bandolo della matassa in un arco di tempo, che parte dagli Angioini, ed arriva al passato ed al presente delle banche e delle banche centrali, nel 2017. Ed è anche molto singolare che tutto questo possa davvero accadere a Napoli.

    Dal 15 al 17 giugno, grazie alla partecipazione della Federico II, della Fondazione Banco di Napoli e della Banca d’Italia, si parla di tre dimensioni del problema da affrontare: lo sviluppo e la natura delle banche, e delle organizzazioni per ridimensionare le diseguaglianze, dall’arrivo degli Angioini al 1860; la crescita dell’attività bancaria in Europa dal 1800 alla fine del novecento; il passato ed il presente, nel ventunesimo secolo, delle banche e dei mercati finanziari. La prima giornata dei lavori è stata molto produttiva.

    Dagli Angioini alla nascita del Banco di Napoli, nel 1861, si può costruire una cronologia delle banche pubbliche, nel Regno, e degli sviluppi di una sorta di welfare, che possa attutire le disuguaglianza tra i gruppi sociali della popolazione meridionale ed i regnanti, di varie nazioni, che hanno governato fino al 1861. In questo ambiente, dove dominava certamente la cultura religiosa della Chiesa cattolica, si possono definire quattro attori: i Monti di Pietà; i merchant banker, i banchieri, del centro nord dell’Italia, e del resto dell’Europa, che governavano la rete dei mercati e del commercio; i nobili del Mezzogiorno, che vivevano del Feudalesimo e della corte; i diversi re che governavano lo Stato, per un certo tempo, ed i vicerè spagnoli dal seicento all’arrivo di Carlo di Borbone. Le banche pubbliche e le strutture assistenziali si affiancavano le une con le altre.

    Nella Napoli che viveva nel contesto dei tre decumani, e si allargava verso occidente e verso il nord, sorgono a Sud il Banco di Sant’Eligio, affiancato all’area del mercato e della spiaggia; il Banco di San Giacomo, tra gli accampamenti spagnoli e quella che sarà la piazza municipio, ad occidente; all’interno del centro storico il Banco del Salvatore, il Banco del Popolo, il Banco dei Poveri, il Banco dello Spirito Santo, il Banco della pietà, il Banco dell’Annunziata.

    Questi banchi pubblici agiscono in una dimensione singolare: servono per accompagnare le istituzioni assistenziali e si confondono con loro; svolgono relazioni tra l’essere banchi pubblici ma collaborano anche con i merchant banker. Che, a loro volta, drenano fondi dai banchi pubblici ma aiutano i re per le guerre, le tasse e le infrastrutture necessarie al regno. Un regno, ricordiamoci, che gli illuministi consideravano una testa gigante e mostruosa mentre il resto del quale era rachitico e fragile. Nel 1808 nasce e si unificano tutte le banche pubbliche del regno nel Banco di Corte, l’anno dopo nasce il Banco delle due Sicilie e, nel 1861, il Banco di Napoli.

    Le tecniche ed i modi in cui alimentano la moneta i banchi pubblici e le istituzioni assistenziali, in larga parte i grandi ospedali, sono stati analizzati da molti relatori. Ma sono anche stati definiti i perimetri di beni intangibili che erano, e non sempre sono rimasti, nei luoghi e nelle grandi costruzioni dei Banchi e degli Ospedali. Oltre che delle chiese e dei conventi che si affiancavano alla corte.  La giornata di venerdì comprende tre aree di grande interesse: gli sviluppi che nascono nelle banche del diciottesimo secolo in Europa; le relazioni tra la guerra dei trent’anni e lo sviluppo della finanza, il modo di utilizzare archivi che possano conservare la storia della finanza.

    Per sabato ci sarà un gran finale; passato e presente per capire un triangolo importante: la banca centrale e la moneta legale; la moneta dei merchant banker; la moneta delle grandi banche nell’era del digitale. La conclusione al Governatore di Bankitalia, Ignazio Visco.