• L’auto-esclusione stizzosa

    Incomprensibile, ossessivo, autolesionistico è l’atteggiamento aspramente critico che continua ad accomunare il Governo ed i mezzi di informazione italiani nei confronti della Francia, nella quale avremmo interesse ad individuare un’alleata invece che un’antagonista. Indispettiti dal suo attivismo, in Europa, in Libia e altrove, al quale ci dimostriamo non in grado di corrispondere. Denunciandolo come subdolamente cospirativo ai nostri danni, invece che come stimolo verso un’azione opportunamente coordinata fra i paesi europei più disposti a concorrervi.

    Per quanto rispondenti all’interesse nazionale, oltre che prese al difuori dalle strutture istituzionali europee le iniziative a trazione francese in ambito europeo sono rivolte a sviluppare una più visibile e credibile identità politica dell’Unione. Due anni fa sulla questione libica, in questi giorni sul pacchetto di designazioni ai vertici dell’Unione. E’ ancora a Parigi che, per promuovere una ‘iniziativa europea di intervento’, sono infine convenuti dieci Paesi, compresi il Regno Unito in uscita  e la Danimarca riluttante, ma non l’Italia, rimasta sdegnosamente e solitariamente estranea. Con la conseguenza pratica che rimarremo esclusi non soltanto dalle operazioni di sicurezza in zone geografiche di nostro precipuo interesse, ma dallo stesso scambio di informazioni e dall’intelligence che ne conseguono.

    Dalle analoghe polemiche transalpine all’epoca di Giolitti, passando per la ‘perfida Albione’, siamo tornati alla ‘subdola Gallia’. In un’eterna circolare, inconsistente, inconcludente, introversione.

    Una situazione che non potrà non ripercuotersi nell’ambito di un’Unione rinnovata, intenzionata a riprendere il proprio cammino con maggiore decisione, mediante le appropriate formule a ‘velocità differenziate’ .