• Mala-parte.

    “ Si stava così bene in Italia quando l’Europa era lontana mille miglia … con la nostra storia fatta in casa, ad uso degli Italiani”, scriveva Malaparte nel suo ‘Arcitaliano’ nel 1928. Altra Italia, si dirà. Immarcescibile Italia, si dovrebbe invece ritenere, a sentire un Vice Premier che imperterrito, inebriato da un recente esito elettorale, non ha cambiato registro.

    Il nuovo Parlamento europeo conterrà un’Italia in evidente minoranza, emarginata, sempre meno comprensibile. Come se non bastasse, la nuova Commissione che ne risulterà in autunno faticherà a comprendere il/la rappresentante di una nazione che si è persa per strada.

    Il Presidente del Consiglio ha detto dell’esigenza di rispettare un ‘contratto di governo’ contraddittorio, leonino, fin dalla sua presentazione. Affabulatore per l’opinione pubblica nazionale, ma incomprensibile, insostenibile, all’estero.

    Paradossale, fondamentalmente anarchico, farsesco, sempre provocatorio, nel ’21, appropriandosi, rovesciandolo, del nome di Napoleone, il ‘maledetto toscano’ Kurt Suckert aveva scritto ‘Viva Caporetto!’, sostenendo che la nostra nazione vi si era temprata. V’è da sperare che, per ritrovare l’ispirazione dei De Gasperi, Einaudi e Sforza, non vi sia bisogno di un’altra Caporetto, né di un’altra esperienza autarchica.