• Ai posteri…

    Ultra novantenne, se ne è andato colui che, con il senno di poi, deve essere considerato uno degli ultimi rappresentanti della razza di  statisti, in evidente esaurimento. Di quelli, per intenderci, il cui impegno principale è rivolto alle generazioni future piuttosto che alle prossime elezioni. La strada che ha tracciato non è stata purtroppo poi percorsa da altri. Né i semi che ha piantato hanno dato i frutti sperati.

    Alla caduta del Muro, per la terza volta in un secolo, dopo Wilson, dopo Truman, l’America è accorsa in soccorso dell’Europa. A Bush Senior va infatti accreditata la riunificazione dell’Europa, nella paralisi dei diretti interessati, interdetti, spaventati dalle conseguenze della fine di un’altra guerra (fredda, che non avevano questa volta combattuto).

    Di impeccabile estrazione WASP, arricchita da un multiforme cursus honorum (eroe di guerra, Ambasciatore presso l’ONU, poi in Cina, direttore della CIA, ed infine Vice Presidente con Reagan) gliene fornì l’esperienza e la convinzione necessarie, contrapposte alle perplessità di Mitterrand, della Thatcher, e del nostro Andreotti non nascondevano le loro perplessità nell’affrontare una situazione improvvisa ed imprevista. Egli stesso, a Kiev, si era premurato di raccomandare ponderazione e prudenza ma, di fronte alla determinazione di Kohl, si adoperò poi per pilotare la riunificazione tedesca che, anche per la convinta collaborazione di Gorbaciov, si risolse senza i temuti contraccolpi.

    Rievocarne accuratamente le fasi dovrebbe servire a mettere finalmente a tacere le ricorrenti imputazioni di una presunta deliberata aggressività occidentale e umiliazione della Russia. “La nostra sicurezza non è fondata su sfere d’influenza o su qualche equilibrio di potere  -disse l’allora Presidente americano dal podio delle Nazioni Unite- bensì sul promuovere i diritti dell’umanità”. La Guerra fredda era terminata inducendo Fukuyama a profetizzare la ‘fine della Storia’, mentre un buontempone commentò che “ce ne andammo tutti a fare shopping”.

    Lo stesso intervento nella ‘guerra del golfo’, per respingere l’aggressione irachena al Kuwait, avrebbe dovuto valergli la riconoscenza degli altri arabi, che non seppero poi gestirne il risultato, con le conseguenze che sappiamo, a tutt’oggi imputate anch’esse all’America. L’undici settembre l’avrebbe messa nuovamente alla prova, ma ai comandi c’era Bush junior, esterrefatto e convinto che all’America spettasse ancora e sempre il compito di togliere le castagne dal fuoco agli altri. Ma la Russia si rivelò indisponibile e le ‘coalizioni di volenterosi’ europei inadeguate a dargli manforte. Le conseguenze le vediamo ormai chiaramente.

    Quell’America si è dissolta, e l’Europa non si è risvegliata. I leader illuminati sembrano scomparsi, mentre tornano in auge gli autocrati. Ma la memoria di George H.W. Bush, Presidente degli Stati Uniti per un solo mandato, passerà molto onorevolmente alla Storia.