• Attendiamo un segnale…

    L’Italia è bloccata. Attende un segnale, dice il nostro Primo Ministro: dall’Egitto, del quale ci siamo avvalsi per l’incontro di Palermo sulla Libia, ma che ostracizziamo per il caso Regeni; dalla Russia, con la quale continuiamo a flirtare nonostante le sue ripetute prevaricazioni con l’Ucraina; dall’Europa che inseguiamo senza costrutto fino al G20 di Buenos Aires.

    A quest’ultimo proposito, abbiamo finalmente riconosciuto che “la guerra non conviene a nessuno”. La marcia indietro nei confronti di Bruxelles, che dei mercati finanziari è soltanto l’eco, mette a nudo l’inconsistenza del contratto di governo fra due improbabili compagni di strada, stretti in un abbraccio innaturale, privi di ogni piano B.

    Arrivati al governo senza un coerente programma condiviso, apparentemente senza le rispettive squadre di assistenti e consulenti, il solo scopo dei due soli protagonisti è subito apparso soltanto quello di puntare il tutto per tutto sulle elezioni europee di maggio. Le irate, intransigenti denunce sconsideratamente rivolte a Bruxelles ne sono state le manifestazioni più macroscopiche. Le imputazioni rivolte ai precedenti governi, la richiesta di dare tempo al tempo, la sigla più evidente.

    Politicamente, oltre che economicamente, siamo nei pasticci. La precipitosa marcia indietro rappresenta il riconoscimento della forza delle cose, del totale nostro isolamento. La nostra credibilità è peraltro già gravemente lesa in un’Europa che, comunque vadano le future elezioni, si fonda ormai, per la sua stessa sopravvivenza, su chi ci sta,.

    Non possiamo certo prendercela con gli altri, che non ci possono fare sconti, avendo hanno i loro problemi da affrontare. Se il Regno Unito si stacca, spostando, più che altro, il suo baricentro da un piede all’altro (nell’Euro e in Schengen non è mai entrata), Macron, asserragliato dai ‘gilet gialli’ di destra e sinistra, rimane costituzionalmente inamovibile, e la Merkel, per quanto indebolita, regge fieramente il colpo. Afflitta da passate irresponsabilità analoghe alle nostre, la stessa Grecia, passata attraverso le stesse forche caudine, ci consiglia di non impuntarci.

    I segnali ci sono. Il fatto è che, impegnata in una loro lotta intestina, introversa, la nostra ‘strana coppia’ al governo si dimostra non in grado di corrispondervi.