• Kofi Annan

    Una persona perbene se ne è andata in punta di piedi; dopo essere stata per una vita profondamente coinvolta nel tentativo, sempre frustrante, di costruire la ‘famiglia dell’uomo’ nella comunità delle nazioni.
    I necrologi comparsi qua e là hanno accordato a Kofi Annan dei riconoscimenti distratti, poco più che formali. A testimonianza di quanto, altrettanto distrattamente, continua ad essere considerata l’ONU che pure, assieme a lui, nel 2001 ricevette il premio Nobel per la pace. Una distinzione che molti organi di informazione hanno significativamente omesso di menzionare.
    Di estrazione non politica, maturato nelle fila dell’istituzione che fu poi chiamato a dirigere per un intero decennio, dal 1997 al 2007, il ghaniano Annan, andava considerato come il prodotto più autentico dell’organizzazione. In una fase nella quale l’ONU fu violentemente sollecitata da un mondo in radicale trasformazione, si trattò di riaffermare le credenziali attribuitele dal suo Statuto. Una funzionalità che da allora, sia pure a fatica, va recuperando; mentre gli Stati continuano ad imputarle le loro manchevolezze.
    Cresciuto nel dipartimento per le ‘operazioni di pace’, ad Annan furono imputate le stragi in Ruanda e a Srebrenica, come se le Nazioni Unite avessero potuto imporsi in assenza della convergente volontà degli Stati membri del Consiglio di Sicurezza. Pienamente consapevole del loro compito, non di soluzione delle crisi, bensì di esortazione all’impegno degli Stati membri, il primo Segretario Generale di estrazione africana diresse quindi la revisione delle modalità operative societarie per la gestione delle crisi.
    Perplesso sulla legittimità degli interventi in Kosovo e in Irak , al suo impegno si devono invece la formulazione della ‘responsabilità di proteggere’ posta in capo ai singoli Stati, e la ‘dichiarazione del Millennio sui traguardi di sviluppo’ da raggiungere entro il 2020. Un’inversione dell’onere della prova nel primo caso, un impegno politico corale nel secondo.
    Organizzazione intergovernativa, priva pertanto di forza esecutiva autonoma, l’ONU rimane la fonte primaria della legalità internazionale e il punto di riferimento per il comportamento dei singoli Stati. Il ‘Parlamento dell’Umanità’, comunque, la cui credibilità politica ed efficacia operativa dipendono necessariamente dall’impegno convergente dei suoi membri. Mentre al suo Segretario Generale compete la duplice funzione di perno e di bilanciere.
    Una funzione che Kofi Annan ha saputo svolgere con piena convinzione e assoluta dedizione. Onorevolmente.