• Una nazione mai nata

    Senza rendercene veramente conto, l’Italia è sull’orlo di una crisi di nervi. Il governo del cambiamento altro non riesce a fare che rendere manifeste le nostre antiche tare. La nostra eterna incorreggibile immaturità, caratteriale prima ancora che politica.
    L’immagine che proiettiamo è quella di una nazione raffazzonata, che annaspa disordinatamente, manifestamente incapace di elaborare una qualsiasi strategia complessiva. Ministri che improvvisano, pronunciandosi separatamente, fino a violare la legge nazionale e le norme europee. In una congerie di reazioni scomposte, che non si traducono, come vorrebbero, in espressioni di indignazione, ma suscitano invece isolamento e ridicolo fra coloro che non riusciamo a convincere, dai quali tanto meno siamo in grado di farci capire.
    Il disordine imperante nelle idee (o sono soltanto slogan?) e nei comportamenti ci induce ad imputare agli altri le nostre contraddizioni. A minacciare di mettere il ‘veto’ (?) al bilancio dell’Unione. Alla ‘ostilità derisoria” dei nostri partner, segnalata dall’imbarazzato corrispondente Bonanni da Bruxelles, si aggiunge la generosa elemosina di un’Albania, che dell’Unione non fa parte, e delle diocesi cattoliche, nostrane e irlandesi. Non proprio quella virata nell’atteggiamento dell’UE che continuiamo a pretendere, senza incastonarla in una qualche più ampia e coerente politica estera e di sicurezza complessiva.
    Gli altri trovano conferma della loro convinzione che il nostro sia un paese mai nato.
    Con una classe dirigente comunque sempre in ritardo sugli eventi e, quel che è peggio, una opinione pubblica e un elettorato indifferenti e passivi. Con degli organi di informazione che si fanno casse di risonanza delle esternazioni di Ministri in maglietta e costume da bagno. Con dei presunti ‘maitre-à-penser’ che discettano accademicamente sull’inutilità delle sanzioni, prendendo come esempio negativo persino quelle comminateci in occasione dell’aggressione all’Etiopia (che implicitamente assolvono!).
    Nel momento in cui la Cancelliera Merkel riceve Putin, il Presidente Macron chiama a raccolta attorno al vessillo europeo, la Spagna si dota di un nuovo governo dichiaratamente più decisionista, il Regno Unito si sfila dal continente, l’America fa un passo indietro, la Russia alcuni passi avanti, e la Cina abilmente ne approfitta, l’Italia non c’è!