• Quale Islam?

    L’ennesimo, insensato attentato terroristico. Questa volta in America, dove mi trovo, alla scoperta di un ben altro fenomeno. Ad opera questa volta, non del solito squilibrato pesantemente armato, ma di un professo aderente alla religione di Allah. Ad imitazione di quanto continua ad avvenire in Europa, in Israele, non altrove che nel mondo occidentale. Almeno questo è chiaro.

    Sempre meno comprensibile è invece lo scopo che questi atti di ‘fierezza islamica’ si propongono, mirati come sono contro cittadini inermi senza alcun collegamento nemmeno teorico con i conflitti internazionali in corso. Il terrorismo è sempre esistito. Gli atti di violenza ad opera di individui sovra-armati sono una ricorrenza americana. La loro manifestazione internazionale organizzata, ad opera di al-Qaida e poi dell’ISIS, ha potuto essere contrastata, circoscritta. Ma ha innescato degli effetti di imitazione, per lo più spontanei, che non possono essere ricondotti ad alcuna precisa strategia, per quanto patologica.

    Né se ne possono individuare dei vantaggi per uno o l’altro dei tanti attori internazionali, nell’attuale situazione internazionale caratterizzata da vari antagonismi tattici o strategici. Nessuna precisa contromisura può essere presa, nessuna possibilità di interloquire individuata, nessuna solidarietà sociale utilmente attivata. L’effetto immediato, da noi, si manifesta in modo devastante negli esiti elettorali: in Europa e in America, dove il Presidente Trump si rafforzerà nella convinzione di dover erigere muri contro l’immigrazione.

    La lotta anti-terroristica accomuna oggi tutti gli Stati, rappresentando l’unico denominatore comune residuo della collaborazione internazionale con la Russia, nonché l’argomento principe invocato dai tanti regimi autocratici. L’unica possibilità di contenerne gli effetti moltiplicatori non può pertanto essere che una più corale e ferma denuncia della loro inutilità pratica, ad opera delle autorità religiose e civili dei paesi islamici nella cui religione gli attentatori si identificano.