• Un’eredità da onorare

    Un altro grande europeo ci ha lasciati, stanco, deluso, incerto su chi avrebbe potuto raccogliere la sua eredità. Anche se non gliene spetta la palma, gli sono stati concessi gli onori riservati, non più ai padri fondatori della ‘comunità europea’, bensì ai sempre più rari, altrettanto visionari, artefici della nuova Europa. In un insufficiente riconoscimento delle sue qualità di uomo di Stato, di coloro il cui sguardo è rivolto alle future generazioni piuttosto che alle prossime elezioni. Una razza in via di estinzione.

    Alla caduta del Muro, la sua ostinata determinazione nel riunificare repentinamente la Germania prevalse sullo scetticismo dei più, della Thatcher, di Mitterrand, con il nostro Andreotti al traino. Riuscì invece a trascinare Bush padre nel fornire a Mosca le necessarie contro-assicurazioni (nell’ennesima dimostrazione di quanto sia sempre determinante il soccorso americano ad un’Europa tremebonda). Sfidando il passato, fidò nel futuro. I mezzi di informazione di mezza Europa ha posto miseramente l’accento sui suoi lati caratteriali, sulla sua stazza e relativa voracità, sulle polemiche famigliari che ne hanno caratterizzato gli ultimi malinconici anni. Sic transit…

    Dalla sua bara avviluppata nella bandiera stellata europea a Strasburgo, storico luogo di congiunzione dei destini tedeschi e francesi, dobbiamo augurarci che sia comunque riuscito a ricordarci quanto da lui abbiamo ereditato, ma dobbiamo ancora pienamente onorare.

    Nel valutare ad esempio appropriatamente la riedizione in corso di quel partenariato franco-tedesco, che Kohl aveva evocato mano nella mano con Mitterrand a Verdun. Un’eredità che il giovane Macron, insediatosi al suono di Beethoven invece della Marsigliese, ha dimostrato senza esitazioni di voler raccogliere.

    L’Italia rimane invece ancora una volta al palo, prigioniera di un passato che non vuole passare, in preda ad anacronistici, sterili  steccati ideologici, insensibili all’evoluzione della Storia. In un delirium tremens mascherato da democratico moto perpetuo.