• Un nuovo Iran?

    In Iran, l’era di Ahmadinejad, il rozzo burocrate espressione degli intransigenti pasdaran è terminata. La nazione del tollerante achemenide Ciro e del mistico poeta Hafiz torna sotto la direzione governativa dei mullah, dei quali Rohani è un esponente già noto all’estero per le sue posizioni negoziali moderate. Il leader supremo di quella teocrazia rimane naturalmente Khamenei, il che per il momento lascia planare il dubbio che possa trattarsi di una mera operazione di chirurgia estetica.

    Nelle prime dichiarazioni di Rohani, non sono mancate le stereotipate frecciate anti-israeliane (“ferita sul corpo del mondo musulmano”), ma l’attenzione si è appuntata sulla sua ammissione della necessità di “rimuovere le aggressive sanzioni internazionali”. Non sarà comunque facile per quel regime fare marcia indietro rispetto al muro-contro-muro adottato sinora nei confronti della comunità internazionale.

    L’Iran dei mullah dovrebbe infatti riconsiderare l’atteggiamento ostentato dall’avvento di Khomeini nel 1979. Quando decise di rovesciare l’impostazione mistica dello sciismo, adottata nel 1500 per distinguersi dall’impero ottomano sunnita, ed avvalersene invece a fini politici, nel tentativo di imporre la propria egemonia regionale nei confronti di un mondo arabo rivelatosi imbelle. Donde l’ostinazione nel perseguimento dell’arma nucleare.

    La rinuncia a tale disegno e la reintegrazione dell’Iran nella comunità delle nazioni è comunque inoltre indispensabile per la stabilizzazione dell’intero turbolento Medioriente. Il che compora la necessità di coinvolgerlo in ogni processo diplomatico e/o negoziale regionale. Una prospettiva alquanto problematica, che richiederà tempo e pazienza.

    In proposito, va rilevata la presenza a Teheran del nostro Vice Ministro degli Esteri Lapo Pistelli, unico rappresentatnte governativo occidentale all’insediamento di Rohani. Un gesto palesemente diretto a rimediare all’errore a suo tempo compiuto nell’autoescluderci dal ‘gruppo 4+1’ dei negoziatori internazionali. Meglio tardi che mai.