• Abbasso i professori sessisti e rosiconi

    L’insostenibile barbarie del Governo Renzi nei confronti degli intellettuali, definiti, in una leggiadra gara di savoir dire “professoroni” dalla leggiadra Boschi e “parrucconi” dal titolare della compagnia, come se l’esperienza e il “saper leggere e scrivere” fossero fastidiosi impicci sulla via del rinnovamento e del cambiamento! Se una colpa hanno, al contrario, gli intellettuali, è quella di intervenire nel dibattito culturale con eccessiva parsimonia in un Paese che di “professoroni e parrucconi” avrebbe bisogno più del pane, proprio per fare da contrappeso e da stimolo a una classe politica squalificata, corrotta e mediamente molto, molto ignorante. Non mi permetto neanche di far da difensore d’ufficio di Stefano Rodotà (sui cui testi è probabile che la Boschi abbia persino preparato i suoi esami), che è raffinato giurista e uomo di impeccabile onestà intellettuale: ci vuole ben altro che una ministra-meteora a offuscarne storia e spessore. Certo “il coraggio intellettuale della verità e la pratica politica sono due cose inconciliabili in Italia”, diceva Pasolini nel suo meraviglioso “Io so”, e questo è fisiologico, ma qui sta accadendo qualcosa di diverso, una deriva “rottamatrice”, che, dal Governo, sta arrivando, per contagio, a tutta la nostra società. Mi è capitato di ascoltare con un certo turbamento, nei giorni scorsi, il fortissimo disagio di una bravissima e stimatissima insegnante alle soglie della pensione, alla lettera messa in croce dai suoi studenti di liceo: oggi è facile, sa, basta un telefonino usato ad arte e in una classe è la rivoluzione. Ho avuto il sospetto che non si trattasse di un caso isolato, e ho fatto una specie di inchiesta, interrogando altri vecchi insegnanti sul loro rapporto con gli studenti; so con certezza che il malessere, spesso nascosto per pudore, è generazionale e che i “professoroni parrucconi” sono davvero messi sulla graticola dai loro studenti. Non sembra anche a lei che si tratti di uno degli effetti della “sindrome Boschi”? Accadde qualcosa del genere anche durante il ’68: ma allora i ragazzi che contestavano venivano da assemblee, cortei, seminari, gruppi di studio, occupazioni. Venivano da Berkeley, da Woodstock e dall’Isola di Wight. Il Ministro Boschi da dove viene? Dal parrucchiere? Lo so, adesso mi direte che sono parruccona, rosicona (altro termine renziano) e sessista! Sessista no, non lo sopporto…